Ubi antifa, degrado vincit
Un diciassettenne tradito dall’ecstasy: ora per lui è necessario un trapianto di fegato. Il leader del centro: “Se in occasioni come queste si sfiora la tragedia meglio fermarsi” La festa di Halloween finisce in male per un giovane di 17 anni venuto a Milano per vivere una notte di grande euforia. A tradirlo è stata l’ecstasy. Mentre ballava al centro sociale Leoncavallo, ha iniziato a rantolare e poi si è accasciato.
I medici del 118 che erano già in via Watteau, per soccorrere un altro giovane che stava male, vista la gravità del caso, l’hanno prima assistito sul posto e poi portato al Niguarda. Il ragazzo, un minorenne di Lucca, è in coma cerebrale e i danni riportati dal suo fegato sono così devastanti che dovrà essere sottoposto a trapianto. L’allarme per la ricerca di un organo compatibile con il suo, è stato lanciato, a livello nazionale, dai medici del Niguarda. Con lo “sballo” della notte di Halloween e il giovane in condizioni critiche nel reparto di rianimazione, si torna a parlare di emergenza droga, partendo proprio da uno dei centri sociali di Milano più attivi nella lotta allo spaccio e alla tossicodipendenza. “E’ stata una notte molto travagliata – spiega Daniele Farina, storico leader del Leoncavallo e coordinatore provinciale del Sel, Sinistra e libertà – io non ero lì presente ma gli organizzatori della serata, a base di musica elettronica, si sono subito allarmati quando hanno iniziato a vedere giovani che avevano strani comportamenti”. All’una e un quarto di notte, quando al Leonka, c’erano circa mille persone, è stato lanciato il primo Sos al 118. Un ragazzo di 18 anni è finito al pronto soccorso del Niguarda per problemi da droga, mentre un altro è stato assistito lì per abuso di alcol. Alle 2.28, altra chiamata al 118, il centralino delle emergenze. Un ragazzo era caduto da un piano rialzato e aveva difficoltà a muoversi. Quando i medici sono arrivati al centro sociale stava meglio e ha rifiutato l’assistenza. Ma l’uscita dei sanitari non è andata a vuoto. Il ragazzo di Lucca è stato portato a braccia fuori dal Leoncavallo e dopo le prime cure, trasferito al Niguarda in “codice rosso”, vale a dire in pericolo di vita. “E’ evidente che l’altra notte sono circolate sostanze molto pericolose – spiega Daniele Farina – ma la notte di Halloween è un capodanno all’ennesima potenza. I giovani migrano da una festa all’altra e quindi è difficile stabilire l’esatta dinamica dei fatti. Certo episodi come questi ci devono far riflettere. Evidentemente il piano di prevenzione che noi mettiamo in atto quando ci sono eventi come questi, non basta più”. Ecco perché Farina annuncia una riunione a breve al Leoncavallo per capire cosa è successo l’altra notte e come reagire. “Perché – dice – se con feste come queste si sfiora la tragedia, allora è meglio fermarsi”. Per i grandi eventi, il centro sociale milanese, ha una organizzazione interna che prevede un’ambulanza con quattro operatori, una “unità di prevenzione” che vigila e fa controinformazione tra i giovani proprio sul problema droga e un servizio d’ordine di 26 persone. Ma non è facile scoprire degli infiltrati o fermare gente che ha assunto droga in altri posti, ad altre feste e poi magari sta male, come è successo l’altra sera, al Leonka. “Questo, comunque, è un campanello d’allarme che non va sottovalutato – conclude Farina – c’è di mezzo la vita di un giovane che rischia di pagare un prezzo altissimo per una serata che doveva essere all’insegna del divertimento”. Una serata sulla quale certamente indagherà anche la magistratura.
Commento:
Non vorremmo fare gli sciacalli e surfare sulla serata halloween finita in tragoedia al famoso centro sociale di Milano, ma 2 slurpate di veleno le vorremmo comunque dare. Per esempio sul fatto che il compagno, rispetto al fascista, è sempre stato quello buono e giusto, mentre noi stavamo a mangiarci chili di merda da giornalai e opinionisti e/o vecchi stronzi da baretto che ci apostrofavano con stizza insensati, violenti e macabri. Quando invece, con le dovute eccezioni che però non abbiamo mai potuto sperimentare di prima persona, chiunque si sia avvicinato ai loro ambienti giovanili con un minimo di senso critico, sa bene che dove c’è il compagno, regna il degrado. Certo, potreste dirci, voi nonni dalla scorza dura, che i giovani di oggi sono delle cacche, che quando c’eravate voi era tutta una proiezione di film indipendenti e documentari sulle scimmie neozenlandesi mit degustazione di tavernello e, al massimo, proprio per esagerare, a fine serata, una bella canna puzzolente girata tra 30 bocche baffute (comprese quelle femminili). In realtà, lo spaccio di droga c’è sempre stato nei centri sociali, e non solo quella che stupidamente da sempre gli si abbina, mariuana e shit, la droga gentile (ma perchè poi?), ma anche speed, cocaina, eroina e chi più ne ha più ne metta. Che al limite in un ambiente falso borghese e antiproibizionista ci può pure stare; il vero problema è la pretesa poi di portare dei giudizi su chi la politica la fa sul serio e c’ha la scena completamente priva di sostanze stupefacenti… che noi saremo anche brutti, cattivi e violenti, ma riusciamo a fare tutto da soli, senza squallidi aiutini esterni.
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Questo post è stato pubblicato il 2 novembre 2010 alle 7:26 pm ed è archiviato in Uncategorized con i tag centro sociale, droga, leoncavallo. Puoi seguire i commenti a questo post con il feed RSS 2.0. I commenti sono al momento chiusi, ma puoi mandare un trackback dal tuo sito.
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