Compagni avete sbagliato (tutto), letterina di un antifa palermitano deluso
Il corteo antifascista convocato a Palermo lo scorso 11 dicembre e pubblicizzato con manifesti in tutta la città…alla fine è stato un enorme FLOP! Ebbene sì, a masturbarsi a vicenda in piazza erano solo in 48. Forse qualcuno s’è svegliato e ha capito che creare un’identità sulla negazione di un’identità altrui è una cosa da squilibrati? Oppure si sono stancati di scendere in piazza ben sapendo che il problema in Italia oggi non sono i fascisti e neanche chi sta al potere, ma il SISTEMA che assegna le parti in modo tale da far rimanere con le mani in pasta banchieri, palazzinari, lobby del petrolio e potenze straniere? Un antifa individua in questo suo sfogo su internet il problema in un altro fatto, che se fosse vero sarebbe ancora più triste: la divisione tra i gruppi antifa. Pare infatti che ultimamente stiano giocando a chi sia il più duro e puro con la conseguente nascita di scazzi e allontanamento di gente con un briciolo di intelligenza. Bravi antifa di Palermo…CONTINUATE COSI’!
“Io sono cosciente dell’esistenza di problemi grandi e di relazioni difficili tra le forze politiche, più o meno organizzate, che lavorano a sinistra in questa città. Mi rendo conto di quanto questi problemi possano apparire difficilmente superabili. Sono cosciente di come esistano probabilmente da un periodo precedente a quello in cui ho cominciato a occuparmi di politica a Palermo, ed è soprattutto per questo che non mi interessa momentaneamente esprimermi a proposito. Non mi interessa dire chi ha ragione e chi no, anche perché non sono state poche le occasioni in cui io per primo non sono riuscito a capirlo. Penso però una cosa.
Penso che non esiste nessun motivo razionale, nessuna faida, nessun contrasto, nessuno scazzo, nessun tentativo di egemonia, nessuna differenza di posizione, insomma nessuna ragione per cui gruppi di compagni decidano in blocco di non prendere parte ad una manifestazione convocata per ricordare la strage di stato del 12 dicembre 1969 e le sue conseguenze devastanti.
Non esiste nessun motivo neanche se quella manifestazione l’ha convocata un gruppo con cui condividi poco e niente; meno che mai se quella manifestazione prevede un percorso che si conclude sotto una scuola che hanno occupato dei “compagni” che non sono i “tuoi” compagni; non esiste nessuna divisione che possa far rinunciare ad un’occasione del genere o che possa farti pensare di organizzarne una alternativa.
Io penso che ieri chi, gruppo o singolo (fortunatamente ci sono state tante eccezioni) non ha preso parte al corteo antifascista, proprio in una città dove i momenti di lotta antifascista sono stati tra i più caldi degli ultimi anni, per ragioni determinate dal contrasto con qualcuno o qualcosa di “altro”, abbia profondamente sbagliato.
Penso che sia stato un errore pesante. Era meglio venire con le proprie idee, esplicitandole anche fisicamente se lo si fosse ritenuto opportuno, che boicottare un evento del genere. Questo non si fa, non si boicottano i cortei antifascisti, non si boicottano i cortei che ricordano la strage di piazza Fontana.
Io non sono nessuno per dire agli altri cosa possono o devono fare, questa è soltanto la mia opinione.
Compagni, avete sbagliato.”