Le due sinistre palermitane

LA PRIMA SINISTRA: gioca a fare la rivoluzione per poche ore e poi torna alla vita di sempre. Non dialoga con nessuno e considera quelli più moderati  ”amici dei fasci” solo perchè non tolgono definitivamente la parola a chi non è perfettamente allineato a sinistra. Questo tipo di sinistra sta contribuendo ad abbassare ulteriormente la qualità dell’azione politica neocomunista facendo allontanare gente intelligente e dotata di un minimo di onestà intellettuale. Gli esponenti di questa sinistra sono quasi tutti corrispondenti all’area dei centri sociali e si sono macchiati da almeno 3 anni a questa parte di continue aggressioni a militanti di destra e fascisti finendo più volte sulla stampa marchiati come violenti.

LA SECONDA SINISTRA:  Esisteva già da tempo, ma aveva paura di prendere le distanze ufficialmente dalla violenza dei centri sociali. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata l’assalto alla polizia del 22 dicembre. Leggiamo il comunicato diramato da Unipa Block, il coordinamento che riunisce il Movimento degli Universitari ed il Left, la “casa” dei giovani di sinistra:

«Abbiamo marciato, come sempre, in modo non violento per protestare contro questa riforma. Condanniamo ogni episodio di violenza verificatosi stamattina a Palermo».” Lo dichiarano Gandolfo Albanese e Fausto Melluso di Unipa Block

«Questo clima di tensione non agevola la partecipazione e rischia di incrinare il rapporto di solidarietà che si è sviluppato con tutta la società – continuano Albanese e Melluso – noi abbiamo proseguito col corteo fino a Viale delle Scienze e oggi pomeriggio saremo di nuovo in piazza per riaffermare, sempre pacificamente, la nostra contrarietà a questo governo e a questa riforma».

Non possiamo che essere contenti della nascita di questa sinistra a Palermo che ha deciso di tornare in gioco mettendo da parte l’atteggiamento ambiguo di chi sottovoce condannava la violenza e poi subito dopo si ritrovava a marciare insieme a chi della violenza ha fatto il suo pane quotidiano. Si tratta sempre di una sinistra antifascista, attenzione, ma che almeno non crede nello sterminio di metà della popolazione italiana.

Ci auguriamo che questa nuova sinistra continui su questa strada fino ad arrivare a partecipare attivamente alla politica locale mettendo da parte ogni pregiudizio sulla parte opposta. Con una sinistra così i mafiosi e i corrotti al potere avrebbero di che spaventarsi sul serio!

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